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Centro Don Virginio Pedretti - Teatro Parrocchia San Pio X.
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Livello 9



NON TI PAGO

7 Aprile 2018 – ore 21:00

Commedia napoletana in 2 atti di E. De Filippo
Compagnia Filodrammatica GALLARATESE di Gallarate
Regia di Giovanni Melchiori

Ferdinando Quagliuolo ha ereditato la gestione di un “banco lotto” dopo la morte del padre; è anche accanito giocatore in cerca di numeri vincenti, a dispetto della sua eccezionale sfortuna.
Un suo impiegato, Mario Bertolini, al contrario inanella vincite su vincite, suscitando una feroce invidia nel suo datore di lavoro. Mario fa la corte a sua figlia Stella, quasi a sua insaputa, con la complicità della madre Concetta.
Un giorno Mario annuncia la clamorosa vincita di una quaterna. Per l’occasione rivela che i numeri li aveva ricevuti in sogno proprio dal defunto padre di Ferdinando, il quale va su tutte le furie: si impossessa del biglietto fortunato, rifiutando di corrispondergli la vincita, e rivendica il diritto alla somma.
La motivazione risiede nel fatto che Bertolini era andato a vivere nell’appartamento dove Ferdinando aveva vissuto fino alla morte del padre, quindi lo spirito di suo padre si sarebbe rivolto a Mario per sbaglio, volendo destinare la vincita a suo figlio.
Accecato dall’invidia, ma fermamente convinto delle sue idee, Ferdinando si rivolge prima alla legge degli uomini quindi alla legge di Dio, cercando invano alleati. Entrambi – difatti – cercano di convincerlo, senza riuscirci peraltro, che le sue pretese sono irricevibili.
Quindi Ferdinando tenta di estorcere una dichiarazione con la quale Mario rinuncia a ogni diritto sulla vincita, avallando al tempo stesso la propria tesi “onirica”.
Ferdinando intende minacciarlo con una pistola che, però, fa scaricare dal suo aiutante Aglietiello.
Questi, tutt’altro che complice del folle disegno del suo padrino, ne informa Mario, il quale dal canto suo ha già pronta una contromossa per incastrare Ferdinando in presenza di testimoni. Messo alle strette per minaccia a mano armata, Ferdinando si appella alla pistola scarica.
Ma un colpo parte, seppure a vuoto, tra lo stupore generale per la tragedia sfiorata.
Ferdinando capisce di avere rischiato l’ergastolo: a un Bertolini ancora sotto shock per avere rischiato la vita, rivolge una maledizione davanti al ritratto di suo padre, invocando ogni tipo di incidente e disgrazia qualora si decidesse a ritirare la somma vincente del biglietto che finalmente gli restituisce.
I cattivi auspici si verificano puntualmente e impediscono materialmente a Bertolini di ritirare la vincita ogni qualvolta egli tenti.
Bertolini è ormai malconcio nel fisico e nello spirito e beffardamente licenziato proprio da Ferdinando per le continue assenze per malattia: si arrende a Ferdinando e gli dà ragione a pieno titolo.
Per Ferdinando Quagliuolo è il suo personale trionfo, e adesso può anche concedere a Mario la mano di sua figlia, che porta in dote i soldi della quaterna.
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